Analisi comparativa di vari ritratti del conte di Cagliostro e di Giuseppe Balsamo

Analisi comparativa di vari ritratti del conte di Cagliostro e di Giuseppe Balsamo

Differenze somatiche rilevate in alcune opere d’arte e lettura fisiognomica

di Noemi Lupo, con intervista al Dott. Tommaso De Chirico (autorevole studioso di Cagliostro)

Alessandro conte di Cagliostro – Incisione di Francesco Bartolozzi (1786-1792)

Alessandro conte di Cagliostro – Busto marmoreo di Jean Antoine Houdon, commissionato nel 1785

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Alessandro, conte di Cagliostro, il “Grande Cofto” si presenta come il personaggio più emblematico dell’Illuminismo; tra le tante sue virtù, già apprezzate dai contemporanei, occorre sottolineare che fu soprattutto esperto terapeuta, potente chiaroveggente, eccelso iniziato, e illustre alchimista.

Poiché la Storia l’ha identificato con il palermitano Giuseppe Balsamo, uno degli impostori, truffatori e ciarlatani più noti al mondo, da circa 3 secoli, il conte è sempre stato oggetto di critiche, accuse e infamie di ogni tipo.

Tuttavia, alcuni studiosi hanno finalmente potuto dimostrare, con dati storici inoppugnabili, che il conte di Cagliostro e Giuseppe Balsamo sono state due persone  diverse. Infatti, hanno cercato di riportare alla luce la verità con studi comparati svolti in modo imparziale e obiettivo, per puro amore della verità, cercando e analizzando diverse fonti autorevoli in archivi pubblici e privati (libri, opere, volumi e documenti, di cui alcuni inediti, che riportano testimonianze affidabili da fonti attendibili, e immagini di opere d’arte che ritraggono il conte), per far conoscere finalmente la vera identità di Alessandro conte di Cagliostro, e riabilitare la sua figura, la memoria storica delle sue opere e il ruolo che ebbe nella Massoneria e nell’Europa della seconda metà del XVIII secolo.

Quale che sia la verità sul conte nei vari momenti della sua esistenza: nascita, vita, morte… egli riformò parte della Massoneria dell’epoca, cercando di riportarla alla luce della Sapienza primordiale degli Egizi e del puro Ermetismo, istituendo il Rito Egizio, riservato ai Maestri massoni. Infatti, il suo Rito Egizio non era sostitutivo del percorso massonico, bensì costituiva un ulteriore perfezionamento.

Inoltre, è doveroso ricordare che il conte di Cagliostro coniò per primo il motto “Liberté Égalité, Fraternité” utilizzato come simbolo della futura Rivoluzione francese.

Con il suo carisma e il suo alto livello spirituale, stimolò la conoscenza dell’esoterismo e la consapevolezza del Sé; dimostrò, con le buone opere, di essere uno essere elevato, un predestinato a grandi gesta, percorrendo realmente un cammino di perfezionamento di se stesso, e aiutando e soccorrendo principalmente i poveri, i deboli e gli ammalati, confermando così di possedere notevoli doti terapeutiche e grande spirito umanitario.

Ciò, in netto contrasto con la condotta pubblica e privata di Giuseppe Balsamo, il cui temperamento era diametralmente opposto; sin dalla gioventù, infatti, si fece conoscere per le sue “doti” di falsario e truffatore, perfezionandole poi negli anni successivi con l’aggiunta di altre malefatte, ben note alle cronache giudiziarie del suo tempo.

Il Dott. Tommaso De Chirico, da decenni studioso del Conte di Cagliostro, ha pubblicato una trilogia sul conte di Cagliostro presso le Edizioni Mnamon nel 2014. Si tratta di un’opera, frutto di ricerche, durate circa 50 anni, del padre, il Prof. Raffaele De Chirico, e di successive verifiche da lui effettuate nel corso degli ultimi 10 anni.

In particolare, nel 2° volume della trilogia, il Dott. Tommaso De Chirico ha inserito diverse immagini di opere d’arte (dipinti, sculture) che ritraggono sia il conte di Cagliostro sia Giuseppe Balsamo proprio per confermare, anche iconograficamente, la diversa identità, mentre nel 1° volume, il padre Raffaele, oltre a descrivere la sua vera vita, sviluppa un’accurata analisi sulle differenze dei tratti somatici e caratteriali, mettendo i due personaggi a confronto, e invitando il lettore all’osservazione approfondita e alla riflessione obiettiva delle loro immagini, sottolineandone così i contrasti assai evidenti. Il tutto, sulla base dei racconti e dei commenti forniti dei suoi contemporanei, reperibili nella letteratura a lui dedicata e riportata dagli autori nell’ampia bibliografia dei loro libri, tra le più complete e aggiornate al presente sull’argomento.

Poiché ritengo il Dott. Tommaso De Chirico, con la sua trilogia, tra le fonti più autorevoli sul conte, l’ho contattato per avere il suo parere in merito alla descrizione delle diversità somatiche e fisionomico-fisiognomiche tra i due, e un commento sul loro significato, al fine di comprendere nel modo migliore la personalità dei soggetti considerati.

Dott. Tommaso De Chirico, innanzitutto la ringrazio di concedermi questa intervista.”

1) “Secondo lei, da cosa derivano i dubbi diffusi sull’identità del conte e la sua identificazione con Giuseppe Balsamo?”

Grazie a lei per la stima. L’identificazione del conte di Cagliostro con Giuseppe Balsamo, pur essendo stata già ipotizzata da alcuni calunniatori suoi contemporanei, prende corpo e diventa ufficiale solo dopo la pubblicazione del “Compendio della vita e della gesta di Giuseppe Balsamo denominato conte di Cagliostro” di Mons. Giuseppe Barbieri, uscito all’indomani della sentenza del 7 aprile 1791 emessa dal Tribunale della Santa Inquisizione di Roma. D’allora, la Storia si è accontentata di questa versione, messa in opera allo scopo di screditare tutto il suo pensiero di Luce che si opponeva ai dettami della Chiesa di quel tempo. Fu accusato vuoi per presunti suoi peccati (eresia) vuoi per le malefatte di Giuseppe Balsamo (truffa, furto, adulterio, istigazione alla prostituzione). Identificarli in un personaggio unico fu un pretesto facile nei confronti dell’opinione pubblica, che non avrebbe mai potuto comprendere i motivi di tanto accanimento della Chiesa nei suoi confronti.”


2) “Quali sono, a suo avviso, le caratteristiche fisiognomiche della personalità corrispondenti ai tratti somatici dei due personaggi e gli elementi visivi fondamentali necessari per chiarire l’identità del conte e per verificare le differenze tra i due?”

Figura che annuncia lo spirito ed esprime il genio, con gli occhi al tempo stesso del fuoco e del gelo che leggono nel profondo dell’anima, atteggiamento riflessivo, forte e gentile: il conte.

Torvo nell’occhio, collo grosso e tozzo, volto spettrale nel quale si possono leggere audacia, sfrontatezza, scherno e birbanteria: il Balsamo.”


3) “Analizzando le varie opere d’arte attendibili che ritraggono il conte nel suo tempo, quali sono le differenze somatiche più rilevanti tra i tratti del conte e quelli di Giuseppe Balsamo che pensa possano consentirne una distinzione o un’identificazione?”

Attraverso un attento esame delle iconografie dell’epoca, è possibile rilevare qualche differenza, sia nell’immagine esteriore che nella espressione del viso.

Ad esempio, analizzando in questa sede alcune opere che ritraggono i due personaggi:

il busto marmoreo di Jean Antoine Houdon, commissionato nel 1785 a Parigi da Francesco d’Aquino (fratello di Luigi d’Aquino, intimo amico napoletano del conte) e ora presente nella National Gallery of Art di Washington, D.C.

e l’incisione di

Francesco Bartolozzi

(1786-1792)

esprimono assai bene la personalità luminosa del conte di Cagliostro, che è riprodotto effettivamente con lo sguardo illuminato e l’atteggiamento estatico.

 

Il ritratto di Jean Baptiste François Bosio

e il ritratto di Le Gay (1778)

invece, raffigurano in modo corretto la descrizione data dai contemporanei a Giuseppe Balsamo; sono ben evidenti le fattezze grossolane di Giuseppe Balsamo: basso di statura, pingue di corporatura, collo grosso e corto, naso grosso e rotondo, atteggiamento sgraziato e sfrontato.

Tra le testimonianze di alcuni contemporanei che hanno conosciuto di persona l’uno o l’altro, per quanto riguarda il conte di Cagliostro, si equivalgono, in merito all’aspetto fisico e alle caratteristiche caratteriali, quelle di M.me Henriette Louise de Freundstein, contessa di Montbrison e baronessa d’Oberkirch; di Jean Baptiste de la Borde; di Jacques Claude conte di Beugnot e di Kaspar Lavater, che ne descrivono in modo simile lo sguardo di fuoco, magnetico, profondo, misterioso e carismatico.

Per quanto riguarda Giuseppe Balsamo, invece, Monsignor Giovanni Barberi, Giacomo Casanova e il marchese di Bivona, lo descrivono entrambi più o meno come riportato sopra.”


4) “Ritiene che ci siano altri validi strumenti per risalire alla vera identità del conte?”

Solo una ricerca storica accurata e imparziale su molti documenti, tra cui alcuni inediti, ci può condurre alla vera identità del conte. Anche se per i contemporanei queste immagini erano attribuite alla stessa persona, solamente oggi, dopo aver ipotizzato, in conformità a documenti storici inediti, due identità differenti, e dopo aver, di conseguenza, sottoposto ad attenta analisi critica le testimonianze che le riguardano e il loro aspetto comportamentale e fisionomico, si possono rilevare, e apprezzare, le rispettive diverse caratteristiche che evidenziano due ben distinte personalità.”

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Ringrazio sentitamente il Dott. De Chirico per le conoscenze e le informazioni gentilmente condivise e concludo con alcune mie considerazioni personali:

tra le opere d’arte che ritraggono Alessandro conte di Cagliostro e quelle che raffigurano Giuseppe Balsamo, esistono delle evidenti differenze.

Osservando con attenzione, si possono notare alcuni elementi caratteriali che molti possono riconoscere cercando di associare le caratteristiche fisiche a esperienze interpersonali vissute nell’arco della vita. Oppure, per esempio, osservando il linguaggio del corpo e avvalendosi anche delle conoscenze che offre la Fisiognomica. Secondo i principi di quest’ultima, le caratteristiche fisiche delle varie parti del corpo, le espressioni facciali, le rughe, la postura, il portamento, corrispondono a caratteristiche della personalità, a pregi o difetti che prendono forma durante l’arco della vita nutrendo particolari emozioni nel tempo.

Analizzando i ritratti scelti in questo articolo anche in base a questi fatti, e osservando con attenzione, si possono cogliere numerosi dettagli ed elementi utili per il riconoscimento e l’eventuale distinzione dei due, tenendo conto anche delle testimonianze e delle fonti attendibili che descrivono i due personaggi, sia fisicamente che caratterialmente.

In particolare, per quanto riguarda le immagini indicate nell’intervista dal Dott. De Chirico, secondo me, nei due ritratti raffiguranti il conte di Cagliostro, si può apprezzare lo sguardo limpido e coraggioso, magnetico e assorto nell’Assoluto con un leggero timore di devozione e di sottomissione allo Spirito; lo sguardo tendente verso l’alto esprime comunicazione con il mondo Spirituale; la parte centrale della fronte, all’altezza delle sopracciglia, è aperta, indice di chiaroveggenza e di intuizione; la forma delle sopracciglia denota bontà; le labbra, leggermente socchiuse, esprimono lo stupore e il silenzio derivante dal contatto con l’Assoluto; l’aspetto è gioviale e la postura è regale, elegante, retta e dignitosa.

Invece, per esempio, nel ritratto raffigurante di G. B. Bosio, si può notare il viso gonfio, che rimanda alle sembianze di chi esagera con l’alcool e con i vizi; il collo tozzo e grosso indica attaccamento alla materia; la forma degli occhi e delle sopracciglia suggeriscono furbizia e menzogna; lo sguardo è astuto e contemporaneamente preoccupato, come se nascondesse qualcosa e, al tempo stesso, se ne vergognasse; la postura ripiegata e rozza denota trascuratezza; le gambe incrociate indicano chiusura nei confronti degli altri.

Ciò in sintesi, perché si potrebbe ampliare l’analisi ulteriormente, considerando altri fattori e utilizzando altri validi strumenti. Sicuramente, come si può notare in questo articolo, le opere artistiche, e in particolare i ritratti, si dimostrano ancor oggi utili strumenti di riconoscimento di personaggi di una certa rilevanza storica, solo se, nelle mani di esperti Maestri, rievocano fedelmente sia i tratti somatici che le caratteristiche della personalità e spirituali dei soggetti riprodotti.

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Fonti:

I – Trilogia sul conte di Cagliostro – Edizioni Mnamon, Milano:

1. Cagliostro – un nobile viaggiatore del XVIII secolo – 1° volume – di Raffaele De Chirico, con le note del curatore Tommaso De Chirico

2. Il conte di Cagliostro nel suo tempo – 2° volume – di Tommaso De Chirico

3. L’Inquisizione di fronte al Conte di Cagliostro: Dramma in 4 atti 3° volume – Raffaele De Chirico – Edizioni Mnamon

Blog e Spazio web del Dott. Tommaso De Chirico sul sito web della Casa Editrice Mnamon

II – Il maestro sconosciuto Cagliostro – Studio storico e critico sull’Alta Magia – di Marc Haven – Edizioni Cambiamenti

III – Aristotele. Fisiognomica – di Maria Fernanda Ferrini – Edizioni Bompiani

IV – Leonardo. Studi di fisiognomica – di Flavio Caroli – Edizioni Mondadori Electa

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Informazioni su Noemi Lupo

Certificata in Spagiria, Riequilibrio Energetico Alchemico - Metodo Celestessenza, Meditazione e in vari Metodi Olistici di Riequilibrio Energetico da Università, Scuole e Istituti Privati. Da circa 20 anni si impegna negli studi, nella ricerca, nella pratica e nella divulgazione di diversi metodi.
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