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La Fisiognomica o Fisiognomonica – Corrispondenze tra aspetto fisico e carattere

La Fisiognomica o Fisiognomonica – Corrispondenze tra l’aspetto fisico e il carattere

Immagine: “Human physiognomies next to animal physiognomies, showing the relations between certain of the species.” Etching, c. 1820, after C. Le Brun. — Credit: Wellcome Collection. CC BY

La Fisiognomica o Fisiognomonica è un’arte e una disciplina di antiche origini. Essa interpreta i tratti caratteriali di un individuo in base al suo aspetto fisico, e, particolarmente, in base alle corrispondenze intercorrenti tra i lineamenti e le espressioni del volto, e il carattere.

Il termine Fisiognomica deriva dal greco classico, dai termini “physis (natura)” e “gnosis (conoscenza)”.

Secondo i suoi principi, le caratteristiche fisiche delle varie parti del corpo, le espressioni facciali, le rughe, le mani, la postura, il portamento, corrispondono a caratteristiche della personalità, a pregi o difetti congeniti o che prendono forma durante l’arco della vita nutrendo particolari emozioni nel tempo. Osservando con attenzione, molti possono notare alcuni elementi caratteriali che si possono riconoscere cercando di associare le caratteristiche fisiche a esperienze interpersonali vissute nell’arco della vita. Dato che il corpo viene spesso coperto, solitamente si tengono maggiormente in considerazione i tratti del volto o altri tratti visibili.

La fisiognomica può essere applicata anche ad opere d’arte. Per esempio, i ritratti si dimostrano talvolta strumenti di riconoscimento di persone o di personaggi di una certa rilevanza storica, ma solo se eseguiti da Maestri esperti per rievocare fedelmente sia i tratti somatici che le caratteristiche della personalità e spirituali dei soggetti ritratti. Attraverso un attento esame di varie iconografie, è possibile riconoscere o distinguere dei personaggi; attraverso numerosi dettagli ed elementi utili per il particolare scopo, magari tenendo conto anche di eventuali testimonianze e di fonti attendibili che descrivono le persone o i personaggi, sia fisicamente che caratterialmente (vedi mio articolo: Analisi comparativa di vari ritratti del conte di Cagliostro e di Giuseppe Balsamo – Differenze somatiche rilevate in alcune opere d’arte e lettura fisiognomica – di Noemi Lupo, con intervista al Dott. Tommaso De Chirico – autorevole studioso di Cagliostro ).

Oggigiorno la Fisiognomica viene spesso ritenuta una pseudoscienza ma anticamente veniva ritenuta attendibile; infatti, per esempio, nel XVI secolo veniva insegnata nelle università.

Per esempio, Aristotele, nel IV secolo a.C., citava la fisiognomica, come si può leggere in questo estratto da: Analitici primi (2.27):

« È possibile inferire il carattere dalle sembianze, se si dà per assodato che il corpo e l’anima vengono cambiati assieme da influenze naturali: dico ‘naturali’ perché se forse, apprendendo la musica, un uomo fa qualche cambiamento alla sua anima, questa non è una di quelle influenze che sono per noi naturali; piuttosto faccio riferimento a passioni e desideri quando parlo di emozioni naturali. Se quindi questo è accettato e anche il fatto che per ogni cambiamento c’è un segno corrispondente, e possiamo affermare l’influenza e il segno adeguati ad ogni specie di animale, saremmo in grado di inferire il carattere dalle sembianze. »
(Traduzione A. J. Jenkinson)

Il primo trattato sistematico sulla fisiognomica è probabilmente il volume Physiognomica, attribuito ad Aristotele ma probabilmente è stato scritto da allievi della sua scuola.

Dopo questo, i trattati più importanti sono

  • Polemo di Laodicea, de Physiognomonia (II secolo a.C.), scritto in greco
  • Adamanzio il Sofista, Physiognomica (IV secolo d.C.), scritto in greco
  • Anonimo latino, de Physiognomonia (IV secolo d.C.)

Immagine: ‘Temperaments, from Lavater, Essays on physiognomy” – 1793. — Credit: Wellcome Collection. CC BY

 

La Fisiognomica era molto diffusa nel Rinascimento, per esempio,  Leonardo Da Vinci e Michelangelo ne erano grandi appassionati.

 

Invece, il trattato di Pomponio Gaurico intitolato De Sculptura, pubblicato a Firenze nel 1504, così presenta la Fisiognomica:

« La fisiognomica è un tipo di osservazione, grazie alla quale dalle caratteristiche del corpo rileviamo anche le qualità dell’animo.[…] Se [gli occhi] saranno piuttosto grandi e con uno sguardo un po’ umido, mostreranno un grande spirito, un’anima eccelsa e capace di grandissime cose, ma anche l’iracondo, l’amante del vino e il superbo senza misura: così dicono che fosse Alessandro il Macedone. […] Se vedrai un naso pieno, solido e tozzo, come quello dei leoni e dei molossi, lo considererai segno di forza e arroganza. […] La fronte quadrata, che ha la lunghezza quanto l’altezza, è indice evidentissimo di prudenza, saggezza, intelligenza, animo splendido »
(Estratti citati da Michiaki Koshikawa, Individualità e concetto. Note sulla ritrattistica del Cinquecento in: AA.VV., Rinascimento. Capolavori dei musei italiani. Tokyo-Roma 2001 (catalogo della mostra di Roma, Scuderie Papali del Quirinale. 15.09.2001-06.01.2002), Milano,Skira, 2001, p. 41)

 

Gli studi di fisiognomica influenzarono anche altri artisti del Rinascimento nell’interpretazione dell’emotività del soggetto ritratto, come, per esempio, Sofonisba Anguissola (Fanciullo morso da un gambero) e Fede Galizia (Ritratto di Paolo Morigia).

Immagine tratta da: “Essays on physiognomy; calculated to extend the knowledge and the love of mankind” – Year: 1797 (1790s) – Authors: Lavater, Johann Caspar (1741-1801)

Il principale esponente della fisiognomica pre-positivista è stato il pastore svizzero Johann Kaspar Lavater (1741 – 1801), che fu amico, anche se per un breve periodo, di Goethe. Il saggio di Lavater sulla fisiognomica fu pubblicato per la prima volta in tedesco nel 1772 e divenne subito popolare. Venne poi tradotto in francese ed inglese influenzando molti lavori successivi. Le fonti principali di Lavater, da lui ritenute le più attendibili, furono gli scritti di Giambattista della Porta (1535 – 1615) e del fisico e filosofo inglese Thomas Browne (1605 – 1682), del quale lesse e apprezzò Religio medici. In questo lavoro Browne discute della possibilità di dedurre le qualità interne di un individuo dall’aspetto esteriore del viso:

« (…)nei tratti del nostro volto è scolpito il ritratto della nostra anima (…). »
(R.M., parte 2:2)

In seguito Browne affermò le sue convinzioni sulla fisiognomica nella sua opera Christian Morals (1675 circa):

« Poiché il sopracciglio spesso dice il vero, poiché occhi e nasi hanno la lingua, e l’aspetto proclama il cuore e le inclinazioni basta l’osservazione ad istruirti sui fondamenti della fisiognomica….spesso osserviamo che persone con tratti simili compiono azioni simili. Su questo si basa la fisiognomica… »
(C.M., Parte 2, sezione 9)

A Thomas Browne è attribuito l’uso del termine “caricatura” in inglese, sulla quale si cercò di basare con fini illustrativi l’insegnamento della fisiognomica. Egli possedeva alcuni scritti di Giambattista della Porta tra cui Della celeste fisionomia, nel quale egli sosteneva che non sono gli astri ma il temperamento a influenzare sia l’aspetto che il carattere. In De humana physiognomia (1586), Giambattista della Porta si avvalse di alcune xilografie di animali per illustrare i tratti caratteristici dell’uomo. Le sue opere sono ben rappresentate nella libreria di Thomas Browne ed entrambi erano sostenitori della Dottrina delle Firme o delle Segnature, che considera le strutture fisiche in natura come le radici, i gambi e i fiori di una pianta come chiavi indicative o firme delle loro proprietà terapeutiche, dato che somigliano e corrispondono quindi a parti del corpo e a organi, e, quindi, anche a rispettivi sintomi patologici del corpo umano.

La popolarità della Fisiognomica crebbe soprattutto durante il XVIII e XIX secolo; per esempio, si ampliò anche grazie agli studi del celebre antropologo e criminologo italiano Cesare Lombroso, che ne trasse ipotesi di applicazioni pratiche nella criminologia forense e nella prevenzione dei reati.

La Fisiognomica influenzò anche diversi romanzieri europei.

Nel XX secolo questa disciplina è stata anche tirata in campo da più parti a supporto di ideologie xenofobe e pseudo-studi sulla razza.

Anche la frenologia veniva considerata Fisiognomica. Fu creata intorno al 1800 dai fisici tedeschi Franz Joseph Gall e Johann Spurzheim e si diffuse nel corso del XIX secolo in Europa e negli Stati Uniti.

Per Benedict Lust, questa scienza era attendibile e per nulla pseudo-scientifica; egli aveva osservato, per il rigoroso metodo naturopatico che sviluppava in quegli anni, che quando la gente guariva, cambiava anche in volto. Per esempio, eliminando le scorie e le tossine, il viso si alleggeriva. Egli iniziò quindi a sviluppare un sistema di diagnosi “all’inverso”: se, una volta che la gente guariva da un determinato male si presentavano particolari caratteristiche, allora significava anche che, quando e quanto più quelle caratteristiche facciali “sintomatiche” erano presenti in una persona, tanto più la persona era anche affetta da quel determinato “male” specifico, di cui le alterazioni nel viso erano soltanto un sintomo.

Tutto, quindi, nel nostro corpo, dalla testa fino alla punta dei piedi, secondo gli esperti di Fisiognomica concorre a rivelare la nostra personalità, a patto di conoscere le nozioni di base attendibili.

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Di seguito sono elencate diverse caratteristiche fisiognomiche di alcuni lineamenti del viso

(Sottolineo che, comunque, esistono diverse teorie e diversi testi sull’argomento e che, a volte, alcune delle caratteristiche possono variare in base all’autore)

 

FORMA DEL VISO
Rotondo: 
indica una persona serena dotata di ottimismo, di autostima, di acume, di amor proprio, di buonsenso e di senso di discernimento.
Quadrato: indica una persona brusca, rigida, e rude. Altre caratteristiche sono: praticità, alta autostima, decisione, attività, fermezza, auto-osservazione, volontà e attività. Possono talvolta essere tanto pratici quanto intellettuali.
Triangolare:
indica una persona mentale o intellettuale, a volte malinconica, dotata di astuzia, di prontezza, di intuizione, capace di attrarre le attenzioni altrui.

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FRONTE
Alta:
 indica una persona mentale e intellettuale con la tendenza a teorizzare e filosofeggiare.
Bassa: indica una persona prettamente pratica.
Ampia: 
indica una persona dotata di capacità di analisi e sintesi, che sa vivere l’equilibrio tra praticità e ideali.
Stretta: indica una persona che persegue i suoi scopi, che ha idee particolari che raramente condivide con altri e che, quindi, contraddice spesso gli altri.
Allungata: indica una persona inquieta e ribelle, che si sopravvaluta, una persona abbastanza superficiale, che cerca continue sorprese e novità.
Prominente: Indica una persona dotata di concentrazione, di spirito di osservazione, una persona malinconica, che a volte cerca di trarre vantaggio dalle situazioni o dai punti deboli che scorge negli altri.

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SOPRACCIGLIA

Folte: denotano una persona difficile, fanatica, irascibile e vendicativa.
Rade: denotano pigrizia.
Quasi assenti: denotano debolezza, sia dell’organismo che della volontà.
Unite: denotano passionalità, sensualità e gelosia.
Ad accento circonflesso: denotano forza interiore: l’archetipo del guerriero.
Arcuate: denotano gentilezza d’animo ma, talvolta, anche ipocrisia.
Rettilinee: denotano personalità dispotica, tenace, intrigante e tendente e alla dissimulazione.
Lontane dagli occhi: denotano debolezza e indecisione.
Ravvicinate: 
denotano autorevolezza, energia, ambizione e diffidenza.

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OCCHI
Grandi: 
indicano itelligenza e dinamismo.
Piccoli: indicano capacità di osservazione, curiosità, a volte distrazione e superficialità.
Rotondi: denotano una persona autoritaria e collerica.
A mandorla arrotondata:  indicano una persona inquieta, capricciosa, con sbalzi di umore tra la malinconia e l’entusiasmo.

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Fonti:

I – Introduzione alla fisiognomica – Mani e volto dicono chi sei – di Martin Gibass – Edizioni MEB
II  Wikipedia: Fisiognomica  – Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)
III – Aristotele. Fisiognomica – di Maria Fernanda Ferrini – Edizioni Bompiani
IV – Leonardo. Studi di fisiognomica – di Flavio Caroli – Edizioni Mondadori Electa

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Informazioni su Noemi Lupo

Ph.D. Doctorate of Philosophy of Integrated Wellnes - Certificata in Spagyria e in vari Metodi Olistici di Riequilibrio Energetico da Università, Scuole e Istituti Privati. Da circa 20 anni approfondisce, pratica e condivide diversi metodi.

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